Ritorni di luce, parte prima

Rinchiuso in questa stanza buia, solo la luce del monitor ad illuminarmi e soprattutto a scaldarmi. Adesso inizio a sentire un rumore confuso venire da fuori. Mi soffermo ad ascoltare. E’ qualcosa che si ripete, ecco, una musica. L’effetto che ho è come se stesse rimbombando nella sala accanto alla mia. Come effettivamente sarà.

Provo ancora a forzare la maniglia della porta, ma so già che non si aprirà, probabilmente è saltato il meccanismo di apertura. Sono passate ore da quando sono rinchiuso qua dentro, forse un giorno intero. Le pareti mi danno un strana impressione, come se la stanza dovrebbe implodere in se stessa da un momento all’altro. Intanto la musica comincia a diventare sempre più confusa; prima mi sembrava un pezzo jazz, qualcosa alla Charlie Parker, credo, ma adesso inizia a cambiare ritmo, genere addirittura. Avverto una sensazione spiacevole, come se lentamente le forze mi stessero abbandonando, mi sento stordito ma riesco ugualmente a sentire che qualcosa si è mosso dall’altra parte, si avvicina. Come un rumore di passi, si capisce che è molto affaticato. Poi tutto tace e allora mi accorgo che è li, sento il suo respiro. E’ dietro la porta.

Oltre il confine

ho appena ripreso coscienza

ffffff

ffff… si è li… ffff …posso farcela… devo …devo assolutamente farcela… ffff …non mi lascerò andare, non sarà così difficile da raggiungere…. ffff …non è lontana…

ffff

…fuori è tempesta… sono al buio, ma intravedo la sua sagoma…
un’ultimo sforzo e sarò li… ffff da lei….

..tra le righe..

chi mi accoglierà tra le sue caldi braccia? chi?

..in futuro, in passato, osserva, cerca…

“Quando arrivai sulla spiaggia la tempesta era quasi al termine, trovare quell’enorme zattera di plastica fu un segno del destino, un miracolo, pensai nei primi giorni. Ma la speranza andò ad affievolirsi ben presto quando mi resi conto di dove realmente ero finito.

La testa mi pulsava continuamente e il dolore era quasi mitigato da una diffusa sensazione di pace, il rumore delle onde placava sempre di più il mio respiro, mi sembra di risentire una voce, come un canto soave. A quel punto dovevo solo dormire…”

La musica sono le tue idee, le tue emozioni, la tua comprensione delle cose, Bird.


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